mercoledì 31 maggio 2017

Château Mouton




La lettera V sull'etichetta  di questa bottiglia del 1945 significa Vittoria .......


Questa tenuta , fino alla metà del Settecento era una parte di Château Lafite nonostante i vini fossero commercializzati separatamente dagli stessi proprietari, i Ségur.
Chateau Mouton

La vera e propria divisione tra le proprietà avvenne all’inizio dell’Ottocento con la vendita dei terreni della tenuta di Mouton alla famiglia di De Branes.
In quel periodo il Baron Hector De Branes ebbe il merito di introdurre come vitigno prevalente il Cabernet-Sauvignon contribuendo ad elevare notevolmente la qualità dei vini prodotti.
Successivamente la proprietà passò nelle mani di Isaac Thuret di professione banchiere, il quale, a causa del suo disinteresse per questa tipologia di attività, fece retrocedere i vini prodotti al rango di Deuxième Cru nella storica classificazione del 1855.
Nel 1853, il Barone Nathaniel de Rothschild, appartenente al ramo

inglese di questa potente famiglia acquistò la proprietà di Chateau Brane-Mouton al quale mutò il nome in Chateau Mouton Rothschild. Fu nel 1920 che il Barone Henry De Rothschild affidò al figlio Philippe la gestione dell’azienda. Benché giovanissimo, Philippe dimostrò già da allora un grande interesse ed attaccamento alle sorti di Chateau Mouton Rothschild.
Nel 1922, il Barone Philippe de Rothschild, ammaliato dalla bellezza della proprietà e del territorio circostante , decise di effettuare l’opera della sua vita.
Due anni dopo, nel 1924, iniziò una pratica inusuale fino a quel momento, l’imbottigliamento integrale alla proprietà, sottraendosi così allo strapotere dei négociants.
Nel 1926 commissionò e fece costruire dall’architetto Charles Siclis, specializzato nelle progettazione e costruzione di teatri, la celeberrima Grand Chai, la Grande Cantina, luogo estremamente affascinante dove il Barone iniziò ad accogliere i suoi ospiti.


Il 1947 segnò un grande traguardo per il Barone Philippe, fu infatti l’anno in cui riuscì a completare l’acquisto di tutte le quote della società appartenenti, fino ad allora, ai suoi famigliari.
Nel 1945, anno della Liberazione, per commemorare tale evento, il Barone ebbe l’idea di coronare l’etichetta di questo millesimo con una grande V in segno di vittoria. Sarà questo l’inizio di un’appassionante e ricercata collezione di opere d’arte originali commissionate di anno in anno ad un celebre pittore del calibro di Mirò, Chagall, Braque, Picasso, Warhol, Delvaux, Bacon, Motherwell, ed altri ancora.

La prima etichetta risale al 1924
Nel 1973, dopo un’estenuante braccio di ferro, il Baron Philippe ottiene la revisione della classificazione che risaliva al 1855, e Mouton Rothschild, allora deuxième cru, accede ufficialmente e giustamente al rango di Premier Cru grazie ad un decreto firmato dall’allora ministro all’agricoltura Jacques Chirac.
Nel Gennaio del 1988 il Baron Edmond De Rothschild abbandona la vita terrena. Sarà sua figlia Philippine De Rothschild a prendere in mano le redini dell’azienda, ormai diventata un vero e proprio impero. Grazie alle sue indiscusse capacità e ad un’equipe ormai super collaudata diretta da Patrick Léon riuscirà certamente a mantenere alto il blasone aziendale se non addirittura a renderlo ancor più grande.
Una piccola curiosità: con molta probabilità all’origine del nome Mouton c’è la parola Motte che in francese significa zolla.
Questo Cru beneficia di condizioni naturali eccezionali, dalla
Etichetta del 1973 è di Picasso
qualità del sottosuolo alla esposizione ai raggi solari. Favolosamente ricco, concentrato e profondo, Mouton Rothschild entra meritatamente a far parte dei vini da leggenda.


Comunque La prima etichetta d'autore è del 1924, quando il barone Philippe de Rothschild chiese a Jean Carlu di disegnarla per le bottiglie di quell'annata. Poi una lunga pausa, fino al 1945, quando per celebrare la pace, la seconda etichetta fu commissionata a Jean Oberle. Da lì un crescendo, con il coinvolgimento degli amici del barone tra cui Dalì, Mirò, Chagall, Picasso ed Andy Warhol.

CHATEAU MOUTON ROTHSCHILD 2005
Allo sguardo il vino si presenta già di un bel colore sostenuto e denso con riflessi color ciliegia.
Elegante al naso con note evidenti di legno tostato e ricordi netti di vaniglia. Intense sfumature fruttate con il mirtillo ed il lampone predominanti.
Vaghi ricordi di menta piperita e di spezie completano il caleidoscopio di sensazioni olfattive e rendono fresco e complesso il nostro Mouton 2005.
Potente in bocca ma allo stesso istante vellutato, quasi segoso grazie all’apporto deciso dei tannini, densi, strutturati, di grande nobiltà.
Finale lungo ed estremamente equilibrato, tipico dei grandissimi Cabernet-Sauvignon ricchi, opulenti e maturi. I grandi vini di

Pauillac.
Nell’insieme, un grande Mouton, già soddisfacente ed elegante, ma con ampi margini di miglioramento.
Ci aspettiamo grandi risultati!

Descrizione della bottiglia:
La personalizzazione dell’etichetta di Mouton 2005 è stata affidata all’artista Piemontese Giuseppe Penone.
Nato nel 1947 a Garessio, Penone è conosciuto come scultore ed è considerato uno degli artisti più originali del nostro tempo.

10 Domande per Sommelier 12-04-2018

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