giovedì 28 settembre 2017

L'Aleatico - Isola d'Elba - Gioia del Colle - Gradoli


L'Aleatico è un vitigno rosso particolare e aromatico della Toscana, forse importato nella regione dai Greci al tempo delle loro colonizzazioni nella penisola italiana. La sua origine rimane comunque incerta e il suo forte aroma di Muscat suggerisce anche una diversa provenienza come mutazione rossa, naturale e spontanea, del Muscat Blanc à Petit Grain. Le prime testimonianze scritte risalgono al trecento quando veniva chiamato, nell'opinione del De Crescenzi, Livatica. La sua provenienza greca troverebbe valore dal testo di metà del novecento di Logothesis in cui si fa riferimento al Liatico di Creta conosciuto ed apprezzato già nel XVI secolo, quando Francesco Redi, poeta e scienziato dei Medici, ne tesseva le lodi nel Bacco in Toscana. Sempre un artista protetto da casa Medici, il pittore Bartolomeo del Bimbo, lo raffigurò in un suo quadro nel seicento con il nome di Liatico della Villa de' Biadori. Altre testimonianze storiche lo descrivono tra i protagonisti delle Colline Pisane (Giovanni Mariti, 1797) , e tra
Appassimento dell'aleatico all'Elba
quelli della Val di Nievole (Sismondi 1801), come uva moscato rossa. Di Rovasenda a fine ottocento invece lo colloca in provincia di Lucca descrivendolo come Aleatico ciliegino noto anche con il nome Occhio di Pernice.

Tra i vari sinonimi con cui è stato descritto troviamo Aleatico di Portoferraio, Uva Liatica, Leatico, Aliatico, Aleatica, Aleatico nero di Firenze e Aleatico gentile.
Le testimonianze riguardano anche le isole del Tirreno come la Corsica dove veniva assemblato nel Rappu, un vino di alta alcolicità e struttura.
Non è comunque molto diffusa, anche la si trova in piccole superfici nel Lazio e in Puglia. In Toscana occupa circa 65 ettari di cui una quarantina nelle aree a denominazione di origine. La si trova soprattutto all'isola d'Elba e in provincia di Grosseto. Negli
Vigna dell'isola d'Elba
ultimi anni anche grazie a vinificazioni più attente nella versione dolce e passito sta leggermente ampliando la sua superficie vitata.

Presenta un grappolo di medie dimensioni, alato e compatto, con acino sempre di medie dimensioni, sferico, con buccia blu leggermente spessa, molto concentrata in pruina. Il germogliamento è abbastanza precoce, mentre la maturazione è di medio periodo, a volte leggermente precoce, comunque nelle prime due settimane di settembre.
Ha un buona tolleranza alle malattie anche se può soffrire di acinellatura. Viene coltivata su terreni collinari sciolti di buona esposizione e temperature calde. La sua terra d'elezione resta comunque l'Elba, dove viene generalmente appassita.

I vini dell'Aleatico

L'Aleatico viene principalmente appassito per ottenere vini dolci da dessert. Fa parte comunque anche di numerosi assemblaggi nella versione secca come nel DOC Bolgheri rosato, nell'Elba rosso, nel Vinsanto Occhio di Pernice, nel Monteregio, nel Parrina e negli
IGT Maremma toscana e Toscano. Al di fuori della Toscana lo si trova nel Aleatico di Gradoli, nel Aleatico di Puglia, nel Gioia del Colle, nel Salice talentino, nell'Orvieto, nel Val di Cornia e nel Sovana. Può, in queste denominazioni, essere vinificato anche in purezza.
Dall'Aleatico si vinifica un passito rosso rubino intenso con sfumature violacee che tendono all'ambrato con l'invecchiamento. Ha un buon impianto olfattivo persistente, dove predomina l'aroma di sottobosco, finito dalla rosa e dall'amarena. Il palato è generalmente morbido e setoso, con richiami gustativi all'impianto olfattivo sfumato nella frutta secca. Gli aromi di Moscato sono ugualmente presenti, per cui se ne presuppone l'origine da questo vitigno.

I produttori

Un ottimo Aleatico in purezza è vinificato da Petricci e Del Pianta nel suo Val di Cornia Aleatico Stillo Passito di 15% vol di un bel rubino porpora. Bei profumi di ciliegia sotto spirito con sfumature di iris aprono alle more in confettura e allo smalto. Dolce, morbido e fresco il palato ha un buon equilibrio. Da provare con le crepes ai lamponi.
az. agr. La Chiusa Isola d'Elba

Ottimo anche l'Elba Aleatico DOC di Cecilia, puro, dolce, di 15% vol con begli aromi di mirtilli, fragole e gerani sorretti da note di noce moscata. Struttura piena ed equilibrata al palato per le sfogliatine alle fragole.
Da Bulichella invece l'ottimo Aleatico IGT ancora più alcolico, 16% vol, ancora con le ciliege sotto spirito in primo piano aperte da nette sensazioni di rosa e chiuse da toni iodati. Strutturato e ben dolce, dai tannini ben modellati, il palato si associa bene alle crostate di frutta rossa.
Sempre un buon Elba Aleatico viene da Acquabona, puro da 14% vol. Un vino dai toni porpora, con frutti rossi in confettura, fiori di gelso e spezie dolci e nere nell'impianto olfattivo. Bel palato avvolgente e dolce con una bella persistenza. Ottimo con il cioccolato speziato o al peperoncino.
Al di fuori della Toscana è la Puglia l'altra regione protagonista per l'Aleatico, vinificato ottimamente in assemblaggio con la malvasia Nera da Valle dell'Asso nel suo Il Macàro S.A. IGT, un bel vino dolce da 15% vol vestito di arancio scuro. Alla frutta sotto spirito nel naso seguono la frutta secca e le spezie con toni leggermente tostati. Il palato è caldo e sapido. Dopo sei anni d'invecchiamento si degusta con il pecorino di fossa.
Santi Dimitri invece vinifica un puro Aleatico Passito Serra dei Santi con aperture ai frutti di bosco,
profumi di rosa finiti da tocchi minerali. Il corpo è solido, ben strutturato, con una buona freschezza da associare alla pasta frolla ai frutti di bosco e gelatina.

10 Domande per Sommelier 12-04-2018

Inizia il test 12/04/2018