domenica 14 maggio 2017

Chardonnay e Sauvignon Blanc-Le due celebri uve bianche francesi, pur condividendo lo stesso paese di origine, producono vini diversi e opposti



Chardonnay e Sauvignon Blanc evocano indiscutibilmente la Francia e, in particolare, la Borgogna e la Valle della Loira. Se è vero che l'origine della seconda uva sia la vicina Bordeaux, è proprio nella Valle della Loira che il Sauvignon Blanc ha saputo esprimere vini di grande eleganza, non da meno, di particolare tipicità. Entrambe, innegabilmente, condividono il medesimo destino di viaggiatori del mondo, lo stesso di altre uve francesi, raggiungendo - perfino - paesi distanti decine di migliaia di chilometri. Chardonnay e Sauvignon Blanc sono l'emblema di un certo modello di enologia: uve spesso accusate di essere eccessivamente presenti in troppi vini, è innegabile che - quando usate - la loro presenza non passa inosservata. Pur avendo qualità e profili organolettici molto diversi, sono comunque capaci di caratterizzare i vini nei quali sono impiegate, apportando i loro inconfondibili caratteri.
Sauvignon blanc della Loira
 La popolarità di queste due uve è tale che, oggi, le troviamo pressoché presenti in ogni paese vitivinicolo del mondo. La causa di questo enorme successo deriva anche dal fatto che, per molti anni, si riteneva la qualità dei vini francesi fosse dovuta, in larga parte, alle loro uve. Una supposizione fortemente discutibile - per quanto importante, l'uva, da sola, non è sufficiente per fare un vino di qualità - e solo più tardi si è cominciato a capire che il segreto era ben diverso. Quando si è finalmente compreso che i grandi vini richiedono rigorose pratiche viticolturali ed enologiche di qualità, la diffusione delle celebri uve internazionali aveva oramai conquistato il mondo. Non si intende, evidentemente, sminuire le qualità di Chardonnay e Sauvignon Blanc, poiché i fatti - attraverso i grandi vini che producono nel loro paese d'origine - ne testimoniano l'eccellenza che si unisce, innegabilmente, al territorio e all'uomo.
 Originario della Borgogna, terra nella quale è capace di produrre vini di grandissima eleganza, lo Chardonnay è generalmente conosciuto nel mondo per la sua caratteristica morbidezza. Questa qualità è spesso utilizzata in cantina proprio per arrotondare vini freschi e acidi, così da migliorarne l'equilibrio e, nel contempo, incontrare il gusto di certi consumatori. La caratteristica morbidezza è largamente responsabile dell'enorme successo che ha ottenuto lo Chardonnay nel mondo, tuttavia, considerare la celebre uva borgognona unicamente per questa qualità sarebbe un grave errore di superficialità. Se è vero che lo Chardonnay è spesso usato per arrotondare certi vini - rendendoli così più “immediati” e facilmente vendibili - è bene ricordare che la versatilità di quest'uva è davvero notevole. Basti pensare, ad esempio, che lo Chardonnay è l'unica uva bianca a essere utilizzata per la produzione dello Champagne e la si trova, inoltre, nella quasi totalità degli spumanti metodo classico in tutto il mondo.
 Un'altra apprezzata qualità dello Chardonnay è quella di legare particolarmente bene con la fermentazione e la maturazione in botte, pratica che rende il vino più complesso, accentuando, nel contempo, la sua morbidezza. Lo Chardonnay è comunque capace di produrre pregevoli vini anche con la vinificazione in contenitori inerti, ed è in questo caso che può esprimere la sua finezza aromatica e la sua freschezza. La sua versatilità enologica trova ampio uso nella produzione dei vini, poiché - attraverso opportune pratiche viticolturali ed enologiche - è capace di produrre vini dai caratteri distinti e diversi. Altra caratteristica per la quale lo Chardonnay riscuote ampio consenso è rappresentato dal suo profilo aromatico, che ricorda la frutta esotica e certi fiori, banana e acacia su tutti. Infine, nonostante non sia spesso usato in questo modo, lo
Chardonnay ha dato prova di produrre anche interessanti vini dolci.
 Di carattere totalmente diverso, il Sauvignon Blanc si fa apprezzare per la sua vibrante freschezza e l'esuberante profilo olfattivo. Non si tratta - va detto - di un'uva aromatica, tuttavia le particolari qualità olfattive del Sauvignon Blanc lo hanno portato a essere definito, da molti, come uva semi aromatica. Varietà decisamente più esigente dello Chardonnay, il Sauvignon Blanc risente fortemente dell'influsso del territorio e, in particolare, del clima, producendo vini diversissimi in ognuna di queste condizioni. Il Sauvignon Blanc è sovente impiegato per aggiungere aromaticità e acidità a quei vini che ne sono privi, un contributo che è sempre ben percettibile. Il carattere di quest'uva è tale che, anche in minime quantità, è
Chardonnay - Chablis
capace di alterare sostanzialmente quello dei vini nel quali è aggiunto. Il Sauvignon Blanc trova, in ogni caso, il massimo della sua espressione e personalità quando vinificato da solo e, va detto, non è da tutti apprezzato per le particolari e contrastanti espressioni che riesce a interpretare.
 In aree a clima prevalentemente freddo - come nella Valle della Loira, sua terra d'elezione - il Sauvignon Blanc produce vini molto freschi e caratterizzati da un profilo aromatico con evidenti note vegetali, bosso e peperone verde su tutti. Nelle aree a clima più caldo, come spesso accade in Italia, il Sauvignon Blanc esprime un carattere aromatico fatto di esuberanti frutti tropicali, con nessun ricordo del suo tipico profilo vegetale. La
maturazione, com'è facilmente prevedibile, influisce notevolmente sullo sviluppo dei suoi aromi e della sua freschezza, con una variabilità piuttosto ampia. Va detto che, nella maggioranza dei casi, si preferisce conservare e accentuare la sua tipica freschezza: per questo motivo è molto raro che il Sauvignon Blanc sia fatto fermentare o maturare in botte o barrique. La sua acidità lo rende inoltre molto adatto per la produzione di vini dolci, dei quali i più celebri esempi restano Sauternes e Barsac, dove talvolta è impiegato.

10 Domande per Sommelier 12-04-2018

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